Uno spritz con Otello.

Uno spritz con Otello.

 

 

Padova è storicamente la città del Santo senza nome, del Caffè senza porte, del Prato senza erba.
O quanto meno era, fino alla chiusura degli infissi in orario notturno ed al rinverdimento della paludosa piazza.
A questi segni meno, sono entrati in graduatoria per un'aggiunta a posteriori, il bove senza corna dell'Università e la tomba di Antenore senza morto.
 
Quello che non si può dire è che sia la città senza aperitivo.
Dalle 17:30 a notte inoltrata il filo rosso spritz che colora le piazze è pari ad una sequenza di circuit training: arriccia i bicipiti dei baristi al bancone, allena l'equilibrio degli avventori sugli sgabelli più alti, modella i quadricipiti delle cameriere su e giù per le piazze, perfeziona la mira nel lancio dei bicchieri verso i bidoni della plastica.
 
Lo spritz è il leit motiv della vita del padovano. Le lezioni all'Università terminano all'ora dell'aperitivo, le case in centro si scelgono fuori dalle zone da aperitivo, i candidati a sindaco inseriscono tra i temi di campagna gli orari di chiusura dei locali da aperitivo, per non dimenticare quanto condizioni il lessico: se anche si vuol bere un latte e menta la frase fatta resta "Usciamo per uno spritz?" . 
 
Proprio per questo, se ad un qualsiasi turista può sembrare blasfemo vedere il volto di William Shakespeare fare capolino dalle vetrate del Teatro Verdi nell'atto di sorseggiare uno spritz, agli occhi di un comune padovano si tratta di un brusco risveglio della soglia di attenzione e di un provocante invito.
 
Così, come un graffito rosso che profana il cuore rosa antico della città, il Teatro Stabile del Veneto ha organizzato per tutto il mese di luglio la rassegna Aperitivo con Shakespeare, probabilmente nella maniera più intelligente per richiamare tutti noi cittadini ad abbeverarci d'arte anche nel periodo più caldo, ma anche nel modo più astuto con cui svegliare la curiosità di quanti conoscano il Teatro Verdi solo per il sollievo che se ne può trarre dai portici lstricati durante la scomoda passeggiata sui sampietrini che lo circondano.
 
William Shakespeare usciva di scena esattamente 400 anni fa, per entrare nelle nostre vite contagiando ogni forma d'arte. 
Chiudeva il suo personalissimo sipario ben prima che si aprisse quello del Teatro di Padova, ben prima che lo stesso Giuseppe Verdi mettesse in opera 3 dei suoi capolavori, eppure i suoi versi hanno pestato talmente forte questo palco da risuonare fino in galleria e riempire le notti della città di sogni di mezz'estate, di dubbi amletici, di amori e tempeste, di commedie degli errori, di molti rumori, ma mai per nulla.
 
Al poeta che ha regalato a Padova la più indomabile delle bisbetiche, Padova ha ricambiato con l'invito per l'aperitivo.
 
Così sul palco del Teatro Verdi salgono i personaggi delle sue commedie e tragedie, donne e uomini, vissuti e inventati, ma salgono anche gli spettatori per osservare da vicino lo specchio di fronte al quale Jago ride sprezzante sventolando il fazzoletto di Desdemona, o per sedere accanto al divano di quest'ultima e percepirne gli appassionati timori.
Ogni sera un'ora dedicata ad un'opera diversa, dalle 19:00 alle 20:00, assaporando i monologhi più belli e terminando la visione con un calice in mano a completare il tripudio di emozioni.
Se i primi 20 giorni sono intitolati Women in love e sfumano di red, blue, yellow e green le diverse protagoniste femminili, la rassegna continua con l'amore di Breaking love per culminare, infine, con Romeo e Giulietta.
 
Se per la prima data si pensa a quale sia la serata libera quella settimana, per tutte le altre si decide di cancellare ogni impegno dall'agenda.
O magari si segna semplicemente "Aperitivo con le ragazze e...Lady Macbeth".
 
 
Iris Rocca

Per conoscere tutto il programma di Aperitivo con Shakespeare. 

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